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Elementi di UX Design

Essere Designer suser experienceignifica puntare a realizzare un progetto per la “persona”. Ecco che il concetto più volte sottolineato dai tecnici e specialisti del corso di alta formazione MAD, è affrontato anche da Peppe Sirchia, Digital addicted, founder di Meedori, che in aula ha spiegato la complessità della User Experience o UX: un insieme di discipline, una macro disciplina vasta e complessa, un processo di coinvolgimento multisensoriale e psicologico.

Nell’era della user generation tutti hanno un device, tutti sono alla ricerca di tutto ed è per questo che il prodotto deve essere:

  • modellato sulla “persona”, il target di riferimento
  • usabile (siamo in metro, ci reggiamo e guardiamo il cellulare, o diventiamo equilibristi o riusciamo a fare entrambe le cose)
  • funzionale (via l’eccesso di applicazioni inutili )
  • su misura e findability. Il servizio deve essere cioè accessibile in ogni momento ed in qualsiasi situazione.

Il dialogo continuo e l’ascolto dei feedback dell’utente permette di essere presenti, rispondendo ai suoi bisogni e alle nostre esigenze di business.

Queste le basi da cui Sirchia è partito e che sviluppatori e designer avranno modo di approfondire e sperimentare nelle prossime lezioni con il fondatore di Meedori.

 

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Secondo team MAD: UAN

team due madUAN, Una Applicazione Nativa, e’ il nome del secondo team del corso MAD. Un gruppo nuovo che si trova a collaborare insieme per la prima volta ma che mostra già un buon affiatamento. Il compito di programmare la nuova mobile App spetta a Samuel, Gianfranco e Alessandro, mentre la parte “artistica” e creativa è affidata a Melania, Giovanni e a Michelangelo. Melania Tucci, designer, ha la bizzarra peculiarità di utilizzare il mouse al contrario, con i pulsanti verso il basso. Nel gruppo è colei che esorta gli altri, ci racconta «a scovare più soluzioni». A farle compagnia in questo “compito” Gianfranco Arena, sviluppatore iOS, secondo cui «la buona dialettica contribuisce alla creazione di nuove idee». Dello stesso avviso anche Samuel Buccheri, sviluppatore Android, che però sottolinea la necessità di «seguire sempre l’obiettivo in modo concreto e diretto». «Oltre all’obiettivo e alla dialettica di gruppo – specifica Alessandro Peloso, sviluppatore iOS – l’ingrediente che non deve mai mancare è l’entusiasmo». Ma la vera forza del team la definiscono Michelangelo Caruso e Giovanni Leonardi, designers: «Siamo tutti complementari e riusciamo a sfruttare al massimo le nostre competenze con la voglia di approfondirle e ampliarle con il contributo degli altri.»

Tre sviluppatori e tre designer che si integreranno sempre più nel corso dei mesi.

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Designers A Lezione Con Danila Pellicani

Continuano gli incontri con i professionisti del settore mobile. Questa settimana i designer hanno lavorato con la speaker Danila Pellicani, Interaction Designer.

Il focus dei componenti del team MAD è e rimarrà il prodotto, ovvero la realizzazione dell’applicazioni mobile.

La User interface, attività di disegno dell’interfaccia mobile, è la relazione tra la “macchina” e l’uomo. Il nostro soggetto è l’equilibrista fruitore, che esplora e interagisce con l’applicazione mobile.

Le interfacspeaker Danila Pellicanice devono essere usabili, nel puro significato:

  • semplici  
  • chiare
  • comunicare tramite colori appropriati l’identity.

Dalla costruzione del flow chart si distinguono le informazioni principali da quelle secondarie, segnandole a muro su post-it, si struttura l’architettura delle informazioni e si conclude con lo studio degli standard della usabilità strutturando le idee.

Danila Pellicani ha diretto i designer all’analisi,a come fare le giuste considerazioni. UX e UI si fondono nello stile dei designer MAD2, pronti a liberare la creatività unita al metodo.

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Gaetano Leonardi, Artista Rapito Dal Digitale

testimonial MAD2“Imparate a guardarvi attorno e ad analizzare, da diversi punti di vista e con spirito critico, ciò che vi circonda. Non fossilizzatevi su un solo aspetto ma siate sempre aperti all’interdisciplinarietà”.

Così Gaetano Leonardi, artista a tutto tondo rapito dal digitale, ha aperto la sua testimonianza agli iscritti al corso di alta formazione MAD2. Una lezione sui generis durante la quale Leonardi, fondatore de la-boite e impegnato in diversi progetti internazionali, ha voluto trasferire, oltre alla propria esperienza professionale, un modo di lavorare che non si limiti alla cieca applicazione delle proprie competenze specifiche ma che, anzi, si apra alla condivisione per migliorare sempre il proprio prodotto.

Non è un caso infatti che, tra i tanti lavori portati come esempio di questa filosofia di lavoro, Gaetano Leonardi abbia passato in rassegna progetti molto diversi: dal gioco di ruolo su piattaforme mobile a un innovativo card game che si sviluppa in uno stand reale, appositamente progettato per le esposizioni e fiere, attraverso il quale tracciare il profilo psicologico di chi vi partecipa.

Tra giochi, illustrazioni, board game che coinvolgono i giocatori contemporaneamente su tavoli fisici e su piattaforme virtuali, Gaetano Leonardi ha sicuramente catturato i corsisti di MAD2, dando un contributo fondamentale non soltanto per quanto riguarda gli aspetti pratici dello sviluppo di un progetto ma, soprattutto, dal punto di vista metodologico.

Strumenti che saranno certamente utili agli sviluppatori e ai designer di MAD2 nel loro percorso di formazione e professionale.

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Sviluppatori e codice per la mobile APP

Nel percorso di alta formazione MAD sono stati inseriti moduli di approfondimento comuni e verticali che permettano agli sviluppatori e ai designer di avere, alla fine dei tre mesi, una conoscenza globale per lo sviluppo di una mobile App. sviluppatori mobile app

I moduli specifici per i developer sono stati, a loro volta, suddivisi in base al linguaggio di programmazione – iOS e Android – per consentire lo studio dei temi di interesse dei componenti dei due team.

Due classi e due linguaggi di programmazione: Costantino Pistagna, iOS developer and trainer SOFAPPS, ha introdotto i temi del linguaggio objective e Pietro Alberto RossiSystem Engineer Mosaicoon,  si è occupato della parte Android.

Per scrivere un codice che risponda alle richieste dell’utente bisogna prevedere i componenti che lo rendano funzionante. La conoscenza di ogni singolo componente, i modi per implementarli, utilizzarli in relazione all’ ambiente consentirà l’interazione con l’applicazione. 

Completata l’ampia panoramica gli sviluppatori continueranno ad inserire pezzi di codice per la realizzazione della mobile APP.

 

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Team del corso MAD² : alla scoperta di PANDORA

Dalla fusionTeam corso di alta formazionee di alcuni membri di diverse start up dell’acceleratore catanese di TIM#WCAP è nato, al corso di alta formazione MAD², il team PANDORA. A comporre la squadra, che si occuperà di sviluppare nell’arco di tre mesi una mobile App, i programmatori Android Danilo Mirabile, Alberto Longo ed Emanuele Accardo, e i designer Marco Aiello, Daniele Pelligra e Andrea Angemi.

«Dalla condivisione di esperienze si può rafforzare la propria» sostiene Danilo Mirabile. «Soprattutto nella fase di avvio di un progetto – spiega Alberto Longo – bisogna curare il dettaglio e osservare l’evoluzione per aumentare la probabilità di riuscita». «Quello che non deve mai mancare – sottolinea Emanuele Accardo – è la passione per il proprio lavoro». I tre sviluppatori Android, rispettivamente CEteam corso madO, CTO e Front-end developer di BeenTouch , si occuperanno di tradurre “l’epica” in una nuova mobile app. A “rivestirla” con un’interfaccia accattivante ci penseranno, invece, i tre designer. Per Marco Aiello, della startup Sportered, «la creatività deve essere valutata da più prospettive, da più punti di vista, cogliendo l’ispirazione – gli fa eco Daniele Pelligra, di Wadex – come se fosse una “visione” di quello che stai per realizzare». Ma non solo. «Serve anche la tenacia – aggiunge Andrea Angemi, di IGoOn – per ottenere omogeneità e originalità tra l’idea e il servizio». Loro sono il secondo team, del corso MAD, Pandora.

La prossima settimana vi faremo conoscere meglio il team UAN.

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Le metodologie di Sviluppo Agile

La crescita della produzione di software ha richiesto un’evoluzione nei metodi di sviluppo per risultare più veloci e di qualità.

Agile Software Development, superano i limiti delle metodologie pesanti come quelle waterfall, “a cascata”differenza di quanto accadeva alcuni anni fa, oggi, con la metodologia agile , il team interviene e apporta le opportune Metodologia Agilemodifiche secondo le necessità della persona, il cliente. Gli agilisti realizzano e forniscono software funzionanti di alta qualità che soddisfano le esigenze dei propri stakeholder, adesso parte integrante del processo di sviluppo, in base ai feedback ricevuti. In una logica agile il progetto viene suddiviso in parti più piccole come se fossero dei mini progetti per testarne la funzionalità prima di rilasciare il prodotto sul mercato.

Waterfall o  Agile Software Development ? La risposta adesso è ovvia per i corsisti di MAD2. Luca Naso continuerà ad addentrarsi sempre più in una delle metodologie più utilizzate oggi dalle grandi aziende in tutto il mondo e che sarà la base del project work di  del corso formativo MAD².

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Prima Testimonianza del corso MAD2: Giuseppe Taibi

Entusiasmo e coinvolgimento sono i risultati ottenuti al termine della prima testimonianza MAD2 con Giuseppe Taibi.

Ceo di Rapid-I Nort10896968_926143864069956_8665121836611411264_nh America, Ingegnere Siciliano, docente Harvard University e  ideatore di app iOS, Taibi ha incontrato i team PANDORA e UAN, direttamente dagli USA dove vive e lavora, attraverso webinar interattivo. I gruppi durante il confronto hanno ottenuto diversi suggerimenti dal testimonial per diventare dei professionisti e per affrontare la realtà italiana delle applicazioni mobile , ma non devono mai dimenticare di fare esperienza, mettere passione per raggiungere con successo il proprio obiettivo. Piccolo ammonimento per gli sviluppatori che non collaborano come dovrebbero con i designer : “se ci fosse una maggiore collaborazione – ha detto Taibi –   vedrebbero semplificato il processo di elaborazione del progetto per la persona cioè l’utente “.  Altro consiglio del testimonial di eccezione MAD2 di essere continuamente aggiornati.  A tal proposito ha indicato ai giovani utili siti da consultare, blog e dei testi da leggere come Traction,The Startup Owner’s Manual: The Step-by-Step Guide for Building a Great Company, Don’t Make Me Think: A Common Sense Approach to Web Usability e molti altri ancora.

Who’s next ? Lo scopriremo giorno 30

 

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Goal directed interaction design, Ilaria Mauric

Un modo dispeaker Ilaria Mauric fare design concentrato sul raggiungimento degli obiettivi attraverso un processo di progettazione guidato: Goal directed interaction design, è il titolo del secondo workshop  tenuto da Ilaria Mauric, UX designer di GNV&Partners, nella sede catanese di TIM#WCAP, per il corso di alta formazione MAD2.

Tempi brevi e soluzioni da ricercare per soddisfare la persona sono i topic affrontati da Ilaria Mauric. Un metodo di lavoro basato sull’analisi delle esigenze, ricerca on the field con il cliente per risolvere la “storia” proposta dalla professionista di GNV&Partners come esercitazione per i corsisti:  una direttrice di un albergo di lusso che vuole realizzare un servizio top, esclusivo per i suoi super ospiti.

Si lavora molto sul cosa e non sul perché. Definito lo scenario e le criticità adoperando post-it, per averli sempre chiari, si discute in pair e poi in team.

Brainstorming per sviluppatori e grafici che preparano schizzi in modo rapido per migliorare l’app che dovranno presentare alla “temuta” direttrice Ilaria Mauric.

Terminata la fase di simulazione è tempo di presentare al cliente la soluzione trovata: i leader di ogni gruppo seguono e raccontano le funzionalità della applicazione mobile. Alla fine, ad aggiudicarsi la “firma del contratto” è solo il team UAN.

Giunti alla metà del percorso MAD2, le lezioni frontali ed i workshop hanno mostrato metodi innovativi utilizzati nei contesti aziendali ma anche contesti realistici, come il caso proposto da Ilaria Mauric, che un professionista deve essere sempre pronto ad affrontare.

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Sprint dei designer: Melania e Michelangelo

Si conclude il secondo sprint, del corso di alta formazione MAD2, gestito da Melania e Michelangelo, designers, product owner e scrum master.

Melania e Michelangelo designersLa storia di questa settimana ha previsto la realizzazione ed il completamento della prima schermata dell’ applicazione : log-in e registrazione utente. Suddivisi i task, i mock up sono stati tutti realizzati dal gruppo dei creativi e i developer hanno iniziato a realizzare il software, in particolar modo hanno completato la parte relativa al login  e adesso sono in test. “La metodologia Scrum nella pratica non è così immediata “, afferma Melania Tucci,  ” l’esperienza è la chiave del successo. Ci riteniamo molto soddisfatti per aver portato a termine l’obiettivo stabilito” conclude Michelangelo Caruso.

La seconda fetta dell’epica è completata. Who are the next? Lo scopriremo durante la prossima intervista.

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